A Cittaducale, ormai sede vescovile da quasi mezzo secolo, nel 1548 Lorenzo Torresani fu incaricato di dipingere la lunetta del portale della basilica di Sant’Agostino.
La data è leggibile nel fregio floreale che incornicia in basso le immagini della Madonna in maestà con i Santi Agostino d’Ippona e Francesco d’Assisi.
Il dipinto raffigura al centro, nella consueta cornice di nuvole bianche soffici ed ovattate, la Madonna in maestà, il Bambino Gesù in piedi sulle ginocchia della madre che accarezza con un gesto affettuoso, i Santi ben connotati dai loro emblemi parlanti, Sant’Agostino nelle sembianze di un vecchio vescovo canuto e benedicente, San Francesco con il crocifisso sul cuore, entrambi con il Libro sapienziale tra le mani.
Nel sottarco, si alternano testine alate di Serafini incluse in clipei e figure di Angeli con gli strumenti della Passione.
In alto, al centro, in un oculo è dipinta la Veronica, la vera immagine di Cristo impressa sul lino con il quale fu deterso il sudore durante l’ascesa al Calvario.
La lunetta della chiesa degli Agostiniani dovette rappresentare per i Civitesi un elemento connotativo della loro religiosità, se a distanza di due secoli, dopo i devastanti terremoti che nel 1703 lesionarono gravemente tanta parte del patrimonio architettonico ed artistico del territorio, vollero che la lunetta del portale della Cattedrale di Santa Maria del Popolo fosse decorata ad imitazione della più antica, raffigurando in forme convenzionali la Madonna con il Bambino Gesù affiancata da San Magno, patrono della città, e Sant’Emidio vescovo di Ascoli Piceno, invocato come protettore durante le emergenze dei terremoti.
A cura di Ileana Tozzi.