Il pagus equicolo preromano fondato a poco meno di 1000 mlm, incastellato durante il medioevo, Leofreni fu per secoli un borgo montano legato amministrativamente a Pescorocchiano ma economicamente autonomo grazie alla pastorizia del luogo affacciato sulle valli – valle di Luppa, valle del Saalto, val de’ Varri.
Nel 1574, al tempo della Visita Apostolica di monsignor Camaiani a dieci anni dalla conclusione del Concilio di Trento, Leofreni contava 35 fuochi, vale a dire famiglie all’incirca costituite ciascuna da 5 o 6 adulti escludendo i bambini ancora non cresimati ed esposti dai rischi della morte precoce.
La Visita compiuta il 13 marzo di quell’anno descriveva la chiesa parrocchiale di Santa Maria de Villa, più tardi intitolata all’Immacolata Concezione o di San Barnaba, «cuius templi fabrica non improbanda» a condizione si fossero consolidati il tetto, il campanile, le tombe che era indispensabile sigillare il pavimento entro l’anno «sub pena excommunerationis» o altrimenti costituire un cimitero all’esterno dell’edificio sacro.
La parrocchiale non aveva un rettore, ma ogni due domeniche al mese si prestava a celebrare don Marco Dominici di Girgenti, aiutato dalla confraternita della Concezione.
Nel tempo, erano state fondate le chiese della Natività di Maria Santissima, di San Giovanni Evangelista e di San Paolo Apostolo oltre alla chiesa padronale di Sant’Antonio alla piazza, per cui proprio la piazza fungeva da sagrato. Si rattava, e tratta ancora, di un piccolo edificio sacro dal semplice portale in pietra sovrastato dall’oculo circolare, il tetto a capanna, il campaniletto a vela, ingentilito dalle pitture e dalle tele che dimostravano la devozione e la cospicua condizione della famiglia che generosamente consentiva ai fedeli di collaborare alle funzioni sacre nella festività di Sant’Antonio.
Il devastante terremoto del gennaio 1915, la successiva, lenta trasmigrazione degli abitanti del paese sono stati parte dell’abbandono a cui ha posto un generoso freno la famiglia Attili, già un tempo proprietaria della chiesa di Sant’Antonio consegnandola alla comunità.
Attualmente, l’ associazione Tesoro Terra di Mezzo si sta impegnando a proporre la sua candidatura alla Reale Foundation che entro il 14 ottobre accoglierà i progetti del 2026 Together a better world allo scopo di ricostruire il tetto della chiesa ancora consacrata e rivitalizzare il borgo di Leofreni attraverso attività di carattere culturale.
A cura di Ileana Tozzi.
