La chiesa parrocchiale del SS.mo Sacramento a Santa Rufina

Popolato già ai bordi della Salaria vetus a poche miglia da Reate, durante l’alto medioevo il rapido, determinante processo di incastellamento portò a concentrare gli abitanti sull’estremo contrafforte calcareo del monte Terminillo.

L’insediamento rurale, dedicato alla martire Santa Rufina, culminò con l’erezione della chiesa protetta dalla torre difensiva del castello in vista dell’antica consolare.

La chiesa parrocchiale, intitolata alla patrona, fu eretta intorno all’anno mille.

L’Introitus dell’anno 1476, quando ancora il territorio era parte del Vicariato di Cittaducale, consente di conoscere quantità e qualità dell’abitato popolato dai fedeli:

SANCTA RUFINA
Ecclesia s. Rufine de villa Sancte Rufine debet solvere pro cathedratico et procuratione fl. 3.
Et pro decima grani, grani qr. 1½, sp. 1½.

Le fonti documentarie ricordano le modeste dimensioni della chiesa parrocchiale rispetto al nuovo edificio cinquecentesco promosso dal Capitolo Lateranense, ma i fedeli provvidero costantemente a mantenerne decoro e ornamento come testificano le belle tele secentesche scampate ai terremoti susseguitisi dal 14 gennaio fino al mese di dicembre dell’anno 1703.

La prima, devastante scossa ebbe come epicentro Norcia, MCS 10.00; in seguito, il 25 gennaio, il 25 febbraio, l’otto aprile sul monte Terminillo si registrarono scosse dall’ entità dal 5.00 al 7.00 all’8.00, a Rieti il 15 febbraio scosse MCS del 7.50 proseguendo per tutto il mese di dicembre con scosse MCS pari al 5.00.

La chiesa medievale fu devastata, ridotta a macerie, ricostruita e fundamentis grazie alla solerzia e dall’impegno della confraternita del SS.mo Sacramento, che meritò di riprenderne il titolo.

L’edificio sacro, dalle eleganti caratteristiche architettoniche tardobarocche, fu dotato dall’ampia navata centrale  e dalle navatelle laterali, culminante nel presbiterio fin nell’abside, allestito secondo i criteri settecenteschi.

Furono recuperate alcune delle tele secentesche scampate al disastro dei terremoti, tra le quali la Madonna in maestà con i Santi Andrea e Biagio e San Rocco.

La bella tela dedicata all’ Ultima Cena fu allestita all’interno dell’abside.

La Madonna con Gesù Cristo protegge Santa Rufina, con i devoti abitanti del paese descritto sommariamente dagli elementi architettonici e topografici.

Le tele dedicate al Transito di San Giuseppe e Sant’Antonio di Padova appartengono alla bottega di Vincenzo Manenti (Canemorto, 1600 – 1674) replicando pedissequamente le immagini del caposcuola.

La tela della Madonna del Rosario con Santi Domenicani e devoti è documentata in basso al centro con la scritta al 1644 ed al luogo, Santa Rufina.

Sull’altare maggiore fu realizzato il ricco tabernacolo in pietre mischie.

Nel corso del XVIII secolo, in memoria dei terremoti e del diuturno impegno della confraternita del SS.mo Sacramento, fu realizzata in controfacciata la tela della Pietà.

Successivamente, nel corso dell’Ottocento, la Pietà fu allestita la macchina processionale  con i due angeli reggicandela dalla vestina rosa e celeste.

La bella chiesa di Santa Rufina e del SS.mo Sacramento è un gioiello ricco e discreto, capace di ricordare attraverso le opere d’arte e di devozione la storia di un luogo segnato dalle avversità, superate dalla comunità con fede ed impegno.  A cura di Ileana Tozzi.

2026-09-26T08:43:51+00:0026 Settembre 2026|

Condividi sui tuoi social

Torna in cima