La tela dedicata a San Francesco nella chiesa di San Giovanni Battista a Castelfranco

Il castrum a presidio dei confini orientali dello Stato della Chiesa, votato ai commerci ed esentato dai dazi doganali, aggregò le sue case intorno alla massiccia torre e le sue sepolture intorno alla pieve intitolata a San Giovanni Battista, che assolse per secoli alla duplice funzione di chiesa parrocchiale  e cemeteriale.

All’interno, la chiesa conserva la tela di Vincenzo Manenti, il più noto degli artisti sabini del XVII secolo, dedicata a San Francesco d’Assisi ritratto nella postura che costituisce una sorta di cifra distintiva per l’artista: vestito del saio bigio dell’Ordine dei Minori, il Crocifisso come emblema parlante, il corpo ancor giovane e solido, le mani ancora non segnate dalle stimmate, il Francesco manentiano è il combattente per Assisi che conosce la sconfitta sul campo di battaglia e l’oltraggio della carcerazione, è il crociato che interrompe la missione perché ha compreso che le armi per confrontarsi con l’altro da sé, che non è mai un nemico, sono quelle del confronto e del dialogo.

Alle sue spalle, un solido pilastro a cui appoggiarsi ed un loggiato aperto su uno scorcio di paesaggio velato da un cielo grigio eppure luminoso, in cui è facile riconoscere proprio Castelfranco, a guardia del confine tra il Patrimonio di San Pietro ed il Regno di Napoli, con la torre ancora solida ed integra, successivamente lesionata dai terremoti del 1703 e del 1898.

2026-09-28T10:57:54+00:0028 Settembre 2026|

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