Le Storie dell’Antico Testamento del Maestro dei finti arazzi nell’abside della cattedrale di Cittaducale

Dal 1686 al 1712, anno della sua morte, il Benedettino Filippo Tani vescovo di Cittaducale si impegnò ad ampliare ed ornare la cattedrale di Santa Maria del popolo.

A questo periodo si può attribuire l’allestimento del catino absidale da parte di un anonimo frescante di scuola romana che realizzò le sei Storie dell’Antico Testamento ideando o meglio idealizzando i caratteri propri dell’arazzo, dai colori tenui del tessuto, morbidi, quasi appesi dall’alto, come se fossero intimamente capaci di conferire tenue calore nelle stagioni più fredde, timbri intimi nelle note dell’ organo.

Da sinistra a destra, si dipanano le azioni di Samuele, Salomone, Gedeone, Mosè, della maschia Giaele, della regina di Saba puntualmente citate dalla Bibbia.

All’interno delle cornici dai motivi a fusarole tipici dell’intreccio floreale, in alto si trovano i cartigli inscritti in latino, in basso tradotti in lingua italiana per facilitare senso e significato per gli indotti.

Così, dipinti con estratti vegetali in tela dalle dimensioni simili – la maggior parte di cm. 400 x 300, solo due dalle dimensioni di cm. 410 x 270 e di cm. 400 x 330 – i finti arazzi raccontano le storie per guidare gli astanti per lo più nella catechesi domenicale.

Lo stile narrativo è didascalico, piano, ricco di particolari, capace di attrarre lo sguardo, ricordare le parole del celebrante esposte dall’ambone.

Il Maestro  dei finti arazzi riesce pienamente a  corroborare gli insegnamenti morali della Bibbia attraverso i sei episodi probabilmente selezionati dal vescovo e dai canonici del Capitolo.

La prima immagine, dedicata al Giudizio di Salomone, illustra in alto l’iscrizione SALOMON IUDICIO DE DIVIDENDO/ INFANTE QUE SIT ILLIUS DETE/ GIT. LIB. REG. CAP/ CAP. III

In basso, il cartiglio è tradotto SALOMONE COLLA SENTEN/ZA DE DIVIDE/ RE IL FANCIULLO DECIDE QUAL SIA LA/ MADRE VERA/ LIB. DE RE. CAP. III.

L’episodio, tratto dal Primo Libro dei Re (3, 16 -28) e ispirato da tanti eccelsi pittori Raffaello, Caravaggio, Tiepolo , dimostra la saggezza di Salomone re d’Israele, capace di stabilire sentenze solo apparentemente dure ma in verità corrette e giuste nel segno del Signore.

La seconda immagine testimonia in alto SALOMONE UNTO RE DA SAMUELE con l’iscrizione SAMUEL SAULEM AD SE VENIENTEM/ IN REGEM ISRAELEM IUNGIT/ LIB. REG. CAP./ X.

In basso, l’iscrizione è tradotta SAULLE INCONTRATOSI CON SAMUELE/ VIENE DA QUESTI UNTO IN RE/ DEL POPOLO ELETTO/ LIB. DE RE CAP./ X.

Il profeta Samuele consacra Saul come primo Re di Israele versando olio sul suo capo ( 1 Sam. 10, 1 – 8) riflettendo sulla sua condizione mortale e sulla sua modestia, ricordando che solo Dio può conferirgli l’aiuto dello Spirito Santo come guida del popolo.

Il terzo finto arazzo descrive in alto la violenta immagine GIAELE UCCIDE SISARA spiegando JAHEL SISARAM TABERNACULUM/SUUM INGRESSUM DORMIENTEM/ CLAVO TRASFODIT/ LIB. IUD./ CAP. IV. traducendo in lingua comune in basso SISARA ENTRATO NEL PADIGLIONE DI/ GIAELE IVI DORMENDODALLA/ MEDESIMA UCCISO/ LIB. DE GIUD. CAP. IV.

Nel Libro dei Giudici (capp. 4 e 5) Giaele compie un atto di straordinario coraggio liberando Israele, oppressa dal re di Canaan.

Il generale Sisara, comandante in capo del re Iabin, viene ucciso nella sua tenda dalla valorosa donna israelita, moglie di Eber capo della tribù dei Keniti, che gli conficca nel capo un chiodo. Grazie all’eroica azione di Giaele, il popolo di Israele è liberato.

La più famosa immagine dell’episodio biblico è la tela di Artemisia Gentileschi realizzata nel 1620,  conservata presso il Szépmùvészeti Mùzeum di Budapest.

L’autore del finto arazzo dell’abside di Cittaducale deve aver tratto ispirazione dalla celebre opera della famosa pittrice romana di scuola caravaggesca, le cui traversie personali furono probabilmente ispirate all’episodio dell’eroina Giaele che uccide il generale Sisara vendicando la sua gente.

Il quarto riquadro illustra l’apparizione paradisiaca di GEDEONE E L’ANGELO in latino GEDEON AB ANGELO SIGNO ALTARIS/ACCESI DUX ISRAEL DECLARATUR/ LIB. IUD. CAP./ VI, in lingua comune GEDEONE COL PRODIGIO DELL’ARA ACCE/SA VIEN MANIFESTATO DALL’ANGELO/ PER CAPO DI ISRAELE/ LI. DE GIUD./ CAP. VI.

Il profeta Gedeone, giudice della tribù di Manasse, venne scelto da Dio affinché liberasse il popolo di Israele dall’oppressione dei nomadi Madianiti che razziavano le terre.

Mentre Gedeone in segreto stava lavorando il grano per la molitura, gli apparve l’Angelo del Signore affinché distruggesse la statua di Baal e scegliesse trecento uomini per combattere i Madianiti. La storia di Gedeone, uomo valoroso e onesto, capace di liberare gli Israeliti dalla schiavitù, è narrata nel Libro dei Giudici (capp. 6 – 8) della Bibbia.

Nel quinto è descritto l’incontro di MOSÈ RICEVUTO NELLA CASA DI JETRO nel cartiglio MOISES A JETRO CUM SEPHORA ET/ FILIIS EIUS IN DESERTO INVISITUR/ LIB. EXOD. CAP. XVIII tradotto in basso MOSÈ NEL DESERTO VIEN VISITA/TO DA GETRO, SEFORA E I SUOI FIGLI, / LIB. EXOD. CAP. / XVIII.

Jetro, sacerdote madianita, fu suocero di Mosè dopo il matrimonio con Seforah. Mentre Mosè pascolava il gregge del suocero nell’Oreb, udì la voce di Dio e vide il roveto ardente, esortato a tornare in Egitto. Jetro consigliò saggiamente ed offrì un olocausto affinché Mosè intraprendesse la sua partenza (Esodo, 18 1 – 27).

L’ultimo e sesto finto arazzo è intitolato SALOMONE E LA REGINA DI SABA con il cartiglio REGINA SABA CUM MULTO COMITATU/ ED DIVITIIS VENIT AD AUDIEN/DAM SAPIENTIAM SALOMONIS/ LIB. REG. CAP/ X in basso spiegato ai semplici LA REGINA DI SABA CON GRAN SEGUITO/ E RICCHI DONI VIENE AD ASCOLTARE/ LA SAPIENZA DI SALOMONE/ LIB. DE RE III. CAP./ X.

L’incontro tra Salomone e la regina di Saba si incentra sulla ricchezza degli elementi e dei caratteri figurativi del Primo Libro dei Re, quando il re accoglie la regina con il suo seguito, desiderosa di conoscere la straordinaria saggezza di Salomone.

Il Maestro dei finti arazzi seleziona così accuratamente gli episodi salienti del Vecchio Testamento, confidando nell’intento di stupire, conoscere, ricordare per imagines a favore dei fedeli, in particolare per coloro che non fossero in grado di leggere la Sacra Scrittura, né in latino né in lingua volgare, ma certo capaci di capire ed interpretare le belle riproduzioni del catino absidale della cattedrale di Cittaducale.
A cura di Ileana Tozzi.



2026-09-19T10:05:35+00:0019 Settembre 2026|

Condividi sui tuoi social

Torna in cima