Lucio Battisti

Lucio Battisti nasce a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, il 5 marzo 1943. Figlio di un impiegato e di una casalinga, sarà uno dei maggiori cantautori, arrangiatori e interpreti del panorama musicale italiano.

Tutto ha inizio nel febbraio 1965, quando l’editrice musicale Christine Leroux presenta l’allora giovane e sconosciuto Lucio Battisti a Mogol (Giulio Rapetti), recandosi a casa del celebre paroliere. Lo stesso Mogol racconta spesso, scherzandoci su, di quel disastroso incontro, che si sarebbe poi inaspettatamente rivelato la genesi dell’esordio musicale di Battisti. In quell’occasione, infatti, il giovane musicista fa ascoltare qualche suo pezzo a Mogol, il quale, però, lo congeda sbrigativamente e senza troppi indugi, salvo pentirsene il giorno seguente: “Non perché credevo che quel tipo avesse talento, ma mi dispiacque il modo in cui lo avevo fatto andar via, e così, dispiaciuto, decisi di richiamarlo”.

La seconda chance si rivela decisiva per il giovane esordiente: nonostante egli stesso sia insicuro delle proprie capacità canore, Mogol vuole a tutti i costi cominciare un percorso artistico con lui, e riesce a convincere la casa discografica “Ricordi”, dando vita ad uno dei più celebri duetti artistici della musica italiana.

A partire dalla metà degli anni ’60, Battisti inizia ad affermarsi come uno dei maggiori musicisti e cantanti del proprio tempo: l’esordio avviene esattamente un anno dopo quell’incontro decisivo, nel febbraio 1966, con il brano Adesso sì.

“Il grande successo di Lucio è stato reso possibile anche dal suo modo di vivere al passo coi tempi. Di più, era un avanguardista: ascoltava la musica internazionale che era in voga in quegli anni, come i Led Zeppelin, e questo ha contribuito in maniera decisiva al suo modo di fare musica”. Così lo ricorda il collega e amico Mogol.

I successi si susseguono a cascata: nel 1967 esce 29 settembre e nel 1968 Balla Linda. Gli anni ’70 sono segnati da un clamoroso trionfo, e consacrano Battisti come uno dei più grandi artisti musicali italiani: con un crescendo senza sosta, i suoi dischi svettano nelle classifiche, giungendo a scavalcare persino i maggiori artisti internazionali.

Continua, intanto, il sodalizio con Mogol, che vede nascere dal rapporto lavorativo una profonda amicizia: nell’estate del 1970, i due intraprendono insieme un folle viaggio a cavallo della durata di un mese, attraversando in sella l’Italia da Milano a Roma.

Battisti inizia a comporre brani per celebri artisti come Mina, Patty Pravo, Mino Reitano, Bruno Lauzi e molti altri, mentre con Mogol dà vita ad altri storici successi musicali: Fiori rosa fiori di pesco; Il tempo di morire; Emozioni; Pensieri e parole e Il mio canto libero. Tra tutti, poi, La collina dei ciliegi, che sarà forse un primo esempio tangibile di quanto affermato da Mogol, circa il costante tentativo di Battisti di superare sé stesso e la propria musica, tramite nuovi arrangiamenti e continue sperimentazioni.

Nel 1974, Battisti e Mogol partono insieme per un viaggio in Sudamerica, che sarà d’ispirazione per il brano Anima latina: è qui che emerge in modo definitivo lo stile più caratteristico del Battisti innovatore e avanguardista: un ritmo proprio dello stile progressive, decisamente in contrasto con quello tipicamente placido e poetico di Mogol. Di lì a breve, infatti, avrà luogo un progressivo allontanamento tra i due: dopo Amarsi un po’, Viaggiare e Una donna per amico, sarà la volta dell’ultimo successo firmato Battisti-Mogol: Una giornata uggiosa. L’interruzione del rapporto professionale sarà l’inevitabile esito di due percorsi ormai troppo divergenti, che porteranno i due ad intraprendere ciascuno la propria strada.

Da qui, si apre una nuova fase per Battisti, che inizia a collaborare con lo scrittore Pasquale Panella: è il periodo del Battisti “minimalista”, così come lo sono i suoi dischi: ne è una prova tangibile Hegel, in riferimento al celebre filosofo, al quale Battisti consacra un intero album. Lo stridio rispetto alla prima fase, influenzata da Mogol, è ormai evidente: non più testi classici, istantanee di vita quotidiana o flussi emotivi esistenziali. Si tratta ora di brani densi di temi sovrapposti, presentati in chiave criptica e interpretativa. Hegel segna però anche l’ultima tappa della collaborazione con Panella, a proposito della quale la critica e i giornali avranno molto da ridire, come del resto per l’intera durata della carriera del cantante.

Non sappiamo quanto ancora Lucio Battisti avrebbe donato del proprio genio alla musica italiana, né quanto ancora avrebbe potuto sperimentare: nell’agosto del 1998, viene ricoverato presso un ospedale di Milano, dove alcuni giorni dopo gli fa recapitare una lettera l’ormai amico di una vita, Mogol. A settembre, le condizioni di Battisti peggiorano, fino alla morte il 9 settembre 1998.

A Poggio Bustone, suo paese natale, un parco che guarda alla piana reatina è stato battezzato in suo onore “I giardini di marzo”, e proprio lì, in sua memoria, giace la statua in bronzo che lo raffigura.

2022-08-24T14:43:18+00:0019 Marzo 2021|

Condividi sui tuoi social

Scrivi un commento

Torna in cima